Saggezza
Oggi ho chiesto ai miei nonni paterni cosa è per loro la felicità, come l'hanno raggiunta nella loro vita. Hanno più esperienza di me. Il nonno mi ha detto "avere un lavoro nel quale non hai bisogno di badare all'orologio". La nonna mi ha risposto "prendere le cose con filosofia e leggerezza"; lei dice che "si aiuta", sorride e vede le cose positivamente. Lei è la persona più serena che conosco. Ride di gusto, fa battute che capisce solo lei e ride, ride, è autoironica ma dice la sua quando serve, si intromette nei discorsi, sa parlare. Il nonno invece dice le cose ponderate, fa calcoli a mente molto meglio di me, ricorda date ed eventi trascorsi. E capisci che la loro felicità è stata essere uno a fianco dell'altro, negli alti e bassi. Hanno due caratteri opposti, lui pacato e silenzioso, preciso e deciso, lei sorridente e leggera come una piuma, che porta allegria nella stanza. E' fantastico come si siano combinati con i loro caratteri diversi. Sono felice che i miei nonni siano ancora qui con me e siano relativamente giovani. Hanno ancora tanti anni di vita di fronte ed io li andrò a trovare spesso. Per farmi raccontare cose del passato, meglio che scrollare instagram, e si, penso che mi racconteranno anche cose del futuro, che quando non ci saranno più saranno una sorta di provvidenza. E la nonna dice sempre "vogliatevi bene". E si, mi voglio bene e vi voglio bene. Sto tornando a capire il valore del contatto umano, della conversazione, del confronto e dell'ascolto. Perchè avevo dimenticato questo? Perchè l'avevo tralasciato? So che adesso che è tornato, non se ne andrà più perchè uno sbaglio così non si fa due volte.

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